#1/3 – Giovanni GIUDICI

MA SÌ

Ma sì tanti affanni, tanto patire – quando
Il breve pugnale
Fine porrebbe a ogni male come disse
Un altro e chissà
Se a me in qualcosa somigliante…
Lui lo salvava la gloria della scena
E invece io no
Mi arrampico sulla ringhiera e subito
Cambia la prospettiva del vuoto:
Usata via rami d’alberi un tutt’altro
Dove il viaggio è orrore dell’ignoto

Rientriamo nell’ordine per quanto
Grave esso sia – e perché no quei veli
A una deriva di buie acque e lei
Che se ne va, se ne va…
E fosse almeno per amore, ma
È per un non volersi un non trovarsi:
Cambia così la prospettiva – alto
È alto uguale ma diversa la visione
Onde bisogna abituarsi ogni sera
Per molte sere salir su contemplando
Il mistero del salto

12-19 luglio 1988

[cfr. #1/1]

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