#4/3 – Alberto BEVILACQUA

«che luna smorzante!» m’insinuava mio nonno
gran corruttore comico di nipoti,
l’anima a pantomima
di forme rotonde…
«luce che spegne!»
ed era bello tutto restando da capire
quel dire spiando
lei, la bighellona:
due ante d’armuà che significa armadio
le natiche sui talloni
e solo la camicetta
per rifinire un tànghero sul prato –
«ne ha
spenti quella lì di candelotti
più del sacrista, più della morte perfino»

[da Il corpo desiderato, Milano 1988, ISBN 8804312262]

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