#4/4 – Alberto BEVILACQUA

LA PROROGA

guardala
al vento polveroso della sera
il musetto pensoso
la gatta che ciondola dal canale
sbranata dal cane
assassino, e il rondone
le scocca una coda
fraterna d’incommensurabile capire:
il non finire a tempo
con l’altro, il piatire
la proroga,
è più morte questa mille volte
di ciò che è stato

[da Il corpo desiderato, Milano 1988, ISBN 8804312262]

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