#9/1 – Liliana UGOLINI

L’OSPITE

Entrato per caso tra i vivi,
il mondo già fatto,
le regole scritte,
le leggi già dette, da tempo.
Limpido parla l’essere nuovo.
Dolce colpisce nel muro dei simili
che un suono distorto gli rende.
Come pilastri fissati, innumerevoli
menti lo aggirano.
Il suo pensare nasconde ed ascolta:
sfaccettature di sentimenti
plasmati ad opere degne,
cozzano in spigoli nuovi, da sempre.
Chiusi rintronano muri con muri
e sfociano in rivoli d’odio.
Cammina attonito l’essere nuovo
in dedali ottusi e, dell’umano
costrutto, d’essere ospite accetta.
Cauto si muove aggirando quel muro,
stupito sosta di fronte a una pietra.
Lieve lo spigolo acuto accarezza,
curioso guarda il passaggio
d’una fiumana… Essere nuovo tra simili,
perfetto ospite, per l’arco di vita
del globo assurdo, troppo dolore
ha compreso, per essere un uomo.

[dalla silloge autoprodotta Il punto (1980), oggi in parte presente nell’antologica a cura di Sandro Gros-Pietro, Liliana Ugolini. Poesia teatro e raffigurazione del mondo, Torino 2005].

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