#31/2 – Raymond CARVER

FANNULLONE

Quelli che stavano meglio di noi erano agiati
Abitavano in case tinteggiate e avevano il bagno con lo
                                                                [sciaquone.
Andavano in giro con macchine di modello e marca riconoscibili.
Quelli che stavano peggio erano
disgraziati e non lavoravano.
Avevano macchine strane, bloccate senza ruote in giardini
                                                                       [polverosi.
Passano gli anni e le cose e pure le persone
vengono rimpiazzate. Ma una cosa resta tuttora valida:
a me di lavorare non m’è mai piaciuto. Ho sempre aspirato a
                                                                             [essere
un fannullone. Secondo me, ne valeva la pena.

Mi piaceva l’idea di starmene seduto
davanti casa per ore e ore, così, senza far niente,
con il cappello in testa e una cola in mano.
In fondo, che c’è di male?
Ogni tanto si dà un tiro alla sigaretta.
Si sputa in terra. Si intaglia il legno con il temperino.
Che male c’è? Di quando in quando si dà una voce
ai cani per aizzarli dietro ai conigli. Provateci anche voi.
Ogni tanto si saluta un ragazzone biondo come ero io
e gli si dice: “Ma non ti conosco, a te?”
e non: “Cosa vuoi fare da grande?”

[da Blu oltremare. Poesie (1986), trad. di R. Duranti, Roma: Minimum fax, 2003, p. 113]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...