#31/3 – Raymond CARVER

LA FULMINEA VELOCITÀ DEL PASSATO

Il corpo morto genera ansia negli uomini che credono nel Giudizio Universale, ma anche in quelli che non ci credono (André Malraux)

Seppellì sua moglie, che era morta
disperata. E, disperato, lui
si rifugiò nella veranda, da dove osservava
il sole tramontare e sorgere la luna.
Le giornate sembravano passare solo per tornare
di nuovo uguali. Come in un sogno in cui si pensa:
questo mi pare d’averlo già sognato.

Una volta che arriva, il nulla resta.
Con il coltello toglieva la buccia
a una mela. La polpa bianca, il corpo
della mela, si scuriva
e diventava prima bruna, poi nera,
sotto i suoi occhi. La faccia logora della morte!
La fulminea velocità del passato.

[da Blu oltremare. Poesie (1986), trad. di R. Duranti, Roma: Minimum fax, 2003, p. 137]

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