#33 – Leandro PIANTINI

LA SCRITTURA

Mente mia
rapinosamente veloce
e che produci?
matassa di fili
a velocità di computer
doppio triplo pensiero
a che servi?
dispendiosa sgarrupata mente
i tuoi corti circuiti fanno flop.

E morirò inespresso
appollaiato sul filo
in attesa di che?
della felicità dell’aerea
sorridente agilità scrittoria
dono degli Dèi
non a me escluso dal festino.

Qual è il segreto
della vendemmiante giocondità verbale
che m’innamora
io che ho passato la vita a spiare
quella degli altri a corteggiarla
la divina facilità
d’andar di palo in frasca?

E cos’altro dipoi cos’altro
è la paura di volare libero nei cieli
nelle plaghe della libera
fantasia creatrice
che vola oltre gli steccati
con furia ribelle
e non ha tempo di aspettare
e non dimentica nulla.

Ci vorrebbe più scatto
un fraseggio matto
pieno di brillantezze
titillanti in re in fa in doremi
che portino più in su più in là
i miei umori cattivelli
e non a piombo nella risacca
delle lamentazioni
ma puro immune dalle lamentazioni
puro implacabile e svettante
senza rimorsi senza titubanze.

[da Il duello, Fucecchio: Erba d’Arno, 1997, p. 29]

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