#33/3 – Leandro PIANTINI

L’AMORE

           Vederti godere finalmente
calda e vellutata
libera e liberata
avviticchiarti tutta
perdermi nella frescura
del bosco sussurrante nel folto
abbandonarmi in te
e vederti muovere e vibrare
mentre mi allacci e mi prendi
e sussurri

se tu ridessi e cantassi
e arricciassi le labbra
impudica e lasciva
tutta presa tutta piena di me
           e vederti libera come un’anguilla
lasciando fuori la testa
e fossi lenta linda e vispa
con meno tenerezza e più spinta
           che dài l’idea dello strazio

e la poesia
fosse negli occhi dilatati
non più sapiente fraseggio
ma affondi perdizioni
piccole morti dentro di me

e infine giacessi attorcigliata
smemorata e ferita
come morta e ridente nella risacca.

[da Il duello, Fucecchio: Erba d’Arno, 1997, p. 43]

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