#34/3 – Juan GELMAN

O NO?

I militari chiamavano El Vesubio
un campo di concentramento situato
a pochi metri dall’autostrada General Richieri.
Lo battezzarono così per via
della colonna di fumo nero che
si levava dai compagni mescolati
al rogo di pneumatici. Loro
che erano stati lieti
uccidevano la letizia del cielo. Le bestie
disorganizzano i misteri e creano
il mistero dell’iniquità.
Ci sono momenti in cui la vita è
una bruma nella quale non si può navigare.
Lo schianto del cuore cade nella sera come
un uccello dimentico del volo.
Quel non essere assomiglia alla notte
che mi piscia l’anima.

[da Valer la pena, Parma: Guanda, 2007, p. 107]

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