#34/5 – Juan GELMAN

IL QUADERNO (a Juan Bañuelos)

Coloro che dicono di scrivere versi
meglio degli dei, non saranno
castigati come Niobe, che tesseva
meglio delle dee e osò
dirlo e le uccisero
i figli e la
tramutarono in pietra. No. Oggi
a quei poeti daranno
onorificenze, posti di prestigio, li
nomineranno ambasciatori e
pietrificheranno il loro respiro.
La parola è stufa marcia di bugie
e approva la decisione. Ne
ha abbastanza di se stessa, e di
domandarsi cos’è, chi è,
di non sapere se parla fra
l’essere e la finzione di esserci, mentre
scrive su un quaderno
dove nulla è detto.

[da Valer la pena, Parma: Guanda, 2007, p. 199]

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