#34/9 – Juan GELMAN

IL CANE

La poesia non chiede da mangiare. Mangia
i poveri piatti che
gente senza vergogna né pudore
le serve a notte fonda.
La parola divina non esiste più. Cosa può
mai fare la poesia, se non
accontentarsi di quel che le danno?
Più tardi ululerà laggiù
senza risposta, sarà
un altro cane sperduto
nella città impietosa.

[da Valer la pena, Parma: Guanda, 2007, p. 251]

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