#39 – Gianfranco PALMERY

DOPO LA TEMPESTA

Spogliato ti spegnerai del dispotico
potere della poesia: deposta la bacchetta
magica come Prospero, lo scettro
della sua regalità invisibile, di esiliato,
usurpato, per le sue aeree prodezze alla fine
placato, senza più incanti e incandescenti brame
di rivalsa – ti risveglierai umano all’umile
epilogo arrivato, pregando assolto
di lasciarti partire poi che i tuoi stessi
artifici e incantesimi avrai sciolto,
sapendo il dono reso il nuovo dono;
e dunque qui incidi l’enigmatica
sentenza che non sarà intesa,
la divaricata divisa, l’impresa
che predica: “Ho desideri diversi dai miei”.
Poi comporrai la perdita e il perdono.

[da Il versipelle, Roma: Edizioni della cometa, 1992]

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