#39/3 – Gianfranco PALMERY

Tra una poesia e l’altra si distende
la prosa dei giorni – il prigioniero
andrivieni tra le stanze in sonnolente
cerimonie consumato, nello zelo
vano del quotidiano: quello che resta
fuori dalle poesie, segreto, come
mettere il latte a bollire e aperta
la credenza disporre per la colazione
sul tavolo il pane tagliato nel piatto,
il cucchiaio il coltello la tazza
per il latte, aprire il barattolo
del miele, il burro, lentamente spalmando
il pane – ed ecco, accolta la gatta
sulle gambe, si comincia, sbriciolando.

[da L’io non esiste, Roma: Il Labirinto, 2003]

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