#39/6 – Gianfranco PALMERY

UN ALTRO È IO

Se mi svegliassi una mattina con un altro
corpo, un’altra faccia – non sarei un altro,
sarei quello lì e basta – come sono
questo qui che si osserva, sente il tono
della sua voce tutti i giorni e accetta
per abitudine la convenzione che fa
di un’abitudine la sua identità,
in se stesso misurandone la stretta;
avrei la personale cecità
della mia storia, il suo buio logorio:
come adesso l’ossessa in tedio e rabbia
lucidità che mi acceca. Ogni io
è una ferita una condanna una macchia:
questa è la sua universalità.

[da L’io non esiste, Roma: Il Labirinto, 2003]

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