#16/2 – Kostantinos KAPABHĒS

LA CITTÀ

Hai detto: io andrò per un’altra terra, io andrò per un altro mare.
Si troverà sicuramente un’altra città, migliore di questa.
Ogni sforzo che faccio è condannato in anticipo;
e il mio cuore – come un morto – ci si trova seppellito.
Fino a quando nel mio spirito durerà questo marasma?
Dovunque si girino i miei occhi, dovunque posi il mio sguardo,
io vedo profilarsi le nere macerie della mia vita
di cui dopo tanti anni non ho fatto che rovine e disordini.

Tu non troverai altri luoghi, tu non troverai altri mari.
La città ti seguirà dappertutto. Tu ti trascinerai
nelle stesse strade. E invecchierai negli stessi quartieri;
è in queste stesse case che i tuoi capelli imbianchiranno.
Sempre tu tornerai in questa città. E d’altronde – non contarci –
per te non ci sono né strade né navi.
Nessuna altra vita; rovinandola qui,
in questo angolo sperduto, tu l’hai pasticciata su tutta la terra.

[da Poesie, trad. di Giuseppe D’Ambrosio Angelillo, Milano: Acquaviva, 2005]

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