#41/2 – César VALLEJO

ORA INDEBITA

Purezza amata, che i miei occhi mai
riuscirono a godere. Purezza assurda!

Io so che stavi nella carne un giorno,
quando filavo il mio germe di vita.

Purezza in gonna neutra di collegio;
e latte azzurro dentro il grano tenero

nella sera di pioggia, quando l’anima
ha rotto il suo pugnale in ritirata;  

quando ha riempito non so che provetta,
senz’altro dentro, un’insolente pietra,

quando c’è gente lieta e quando piangono
palpebre cieche in purpuree borde.

Purezza che per me un messaggio mai
lasciasti nel partir del triste fango,

né del tuo accento un briciolo né un nervo
del tuo banchetto eroico di stelle.

Lungi da me, buone perversità,
dolci bocche piccanti…

Io la ricordo nel vedervi, o donne!
Nella perenne sera della vita
nacque assai poco, eppure molto muore.

[da Opera poetica completa, Iesa (SI): Edizioni Gorée, vol. I, pag. 49]

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