#47/3 – John BERRYMAN

Cupo da giovane, e prese la tonsura; segno, 
l’incoronazione, brigata, il nome per eufonia
ritoccato; s’affacciò nelle corti e fuggì via;
rifiutò cattedre, lavorò su un verso
per anni; e poi quella geniale concubina.
Settanta primavere ha letto, e scritto, e letto.
Nel giorno dell’anno in cui i suoi lo trovarono morto
ho letto la sua storia. Ho ristudiato la mia.

C’era anche Laura e trecentodiciassette
sonetti a un che simile a lei… ventuno anni…
Non l’ha mai toccata. Vorticano i nostri delitti e delitti.
D’oro i capelli (pure), neri gli occhi, seppe
di rime? fu virtuosa? La vecchia bruma di rado si sperde.
– Due mesi di colpa e giallo crespo: a restare
di noi, Lise! sia questa chiara scena reale.

[da Sonetti, a cura di Gianfranco Palmery, Roma: Il Labirinto, 2001, p.15]  

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