#85 – Luisa PIANZOLA

MINISERIE (INGAGGI)

*
sei un uomo amato da molti
lo hai capito fin da piccolo e ti sei messo sul mercato.
ne hai tratto profitto dai tredici anni in su.
le donne ti cercano, ti richiedono.
tu spesso ti dài un voto: otto.

sei una donna benvoluta e ammirata.
nel mercato rionale della tua città,
ma anche in quelli di milano, al tuo passaggio
non è che ti pestino, ti fanno largo come
a una qualunque signora con prole e altri requisiti.
tra l’altro hai una struttura fisica
più che decente: il tuo punto forte sono
culo e gambe. lo sai dalla seconda media,
ma non hai mai smesso di confezionare ricerche
scolastiche mettendoci il massimo dell’impegno.
per un certo periodo, durato parecchio in verità,
hai piombato le tue doti fisiche in una foiba esistenziale
che pareva senza rimedio.
ma il rimedio è stato trovato.
le cartucce residue sono nell’ultimo cassetto
del mobile in soggiorno.

*
ti dice: sei ancora bella, ma forse non puoi più
darmi un figlio, e io ne ho all’improvviso
un bisogno pungente.
gli dici: andiamo e facciamo, comperiamo.
il calendario ha tutti i mercoledì rossi,
soprattutto quelli vicini alla fine dei mesi.
tra poco salteranno giù dalla pagina e partiranno
per un viaggio di sola andata. non te ne devi dimenticare,
soprattutto di quelli vicini alla fine dei mesi.

ti dice: andiamo e facciamo. acquistiamo.
i figli, se non li puoi fare, si acquistano.
si prendono una vagina amorevole, un utero
ancora più amorevole e si compila il bonus.

*
i bimbi sono nati. c’è una scheda nuova di pacca
per le loro individualità. fratellini e sorelline
in girotondo nel cortile dell’opera. bianchi e marrone
chiaro, il coro degli insegnanti ragazzi li elettrizza.

abbiamo messo le culle vicino alla finestra
perché possano vedere e sentire già da ora.
nel loro silenzio di occhi piccini, nel loro vagare
con lo sguardo già da ora.
mandiamo avanti loro perché ci sia qualcuno
che si nutra con avidità e sviluppi in santa pace
ossa muscoli e organi vitali.

*
i bimbi sono cresciuti. uno sfavillio
di domande, di vita di tutti i giorni, quella
un poco snervante. ripercorriamo i loro
spostamenti giù dal letto su per le scale
dentro i cortili della fitteria. tra qualche anno
ne faremo una squadra, di quelle che vincono
o comunque puntano alla vetta della classifica.
ma per ora ci accontentiamo di salvarli
un poco alla volta, scuoterli con minacce alla mano
e stimoli alla riconoscenza.

[European Poetry Tournament – Selezioni 2012 – blanc de ta nuque]

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