#28/2 – Giorgio MANGANELLI

(da Stephen Hawes)

Cazzo! Ma lo sai che muori? Muori, veramente!
Folla moribonda, tu guardami, tu vedimi,
qui io sto, distesa carne, cadavere di morto,
io, commendatore, sesso, colonnello, democristiano, iddio:
potente in letto, e all’ultimo piano
del grande, potente ministero:
così, ti prego di notare, si concludono
gioia, prosperità, denaro, grandi cilindrate e sesso.
A ciò pensa la Morte, il Decesso, il Trapasso,
la Dipartita potente, efficace, necessaria.
Giunge, intendo dire, la morte, esattamente
come dopo il giorno viene la notte tenebrosa.
Ricordi le strade colme di macchine, di femmine?
Chiudi gli occhi, pensali, intensamente:
ora il giorno è finito, finito totalmente.
Certo, capita talora che il giorno dia impressione
di essere lungo, complicato, storicamente
importante: un giorno lungo, da stancare un toro.
Non darci importanza: tieni per certo, è cosa che finisce;
le campane, vergini sleali, singhiozzano per il vespero,
comunque, irridono cilindrata, cazzo e teologia.

(31 ottobre 1962)

[da Poesie, Milano: Crocetti Editore, 2006, p. 213]

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