#97 – Renzo PARIS

Non sono né giovane né vecchio
ed è come se sognassi, in un meriggio
di sbronze, entrambe le età. Eppure
sono vecchio. In una nicchia dorata
l’autunno cede il passo all’inverno,
coperto di tenebre e sonno.
La parola perdòno che senso ha
per me, inetto, senza alcun progetto?
Il sesso, il potere, mi fanno difetto
eppure sono giovane, mi batte il petto.
Mille voci mi rimescolano il sangue.
Al mattino mi alzo sempre più presto.
Non sono né giovane né vecchio, sogno
come un demente, queste due età infinite,
immerso nel secchio del vino delle aurore,
in un tempo bambino. Sono vecchio. Sono
vecchio, eccomi pronto per le sterminate
antichità.

[su Il Sole-24Ore del 1/9/13, p. 25 – e in Il fumo bianco, Elliot Edizioni, 2013]

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