#100/1 – Paolo EURON

Staccare i quadri dalle pareti, cambiare
le foto di donne divenute
sconosciute con altre ancora sconosciute,
iniziare nuovamente a raccontare
tutto dal principio,
assuefarsi a qualche nuova abitudine.
Raccoglier lettere in pacchetti
da riporre via,
ritrovare orecchini, biancheria
dimenticata sotto ad un cuscino,
biglietti di teatro, biglietti di qualche ferrovia
straniera, vedere che quanto ti era accanto
presto appare altrove,
la dove è sempre stato
e non lo sapevamo
ma ora la distanza è troppa,
sapere che in fondo non fu mia
ma fu un nome, fu la traccia
di rosso su una coppa…

[da Nulla si impara dalle sconfitte troppo lente, Firenze: Le Càriti Editore, 2004, p. 29]

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