#101 – Massimo ACCIAI


REQUIEM PER UN MANOSCRITTO DI FANTASCIENZA DATO ALLE FIAMME

Nessuno saprà mai del neonato amore
tra la principessa marziana e l’eroe terrestre,
né delle avventure di Tix, il nettuniano saggio
che sventò la distruzione delle lune di Giove.
Tugux è morto davvero e più non risorgerà
dalle brume di Titano che l’inghiottirono
alla fine del capitolo tredici. 

Il mistero delle dodici sfere di Kylidh
mai nessuno svelerà in un impossibile sequel,
così le origini del Re Selenita nessuno più canterà.
Chi mai ricorderà gli aforismi di Yugh
e del fido servo Ghulth, l’atlantideo,
ancora attuali dopo diecimila anni cosmici d’oblio?

E che dire dell’avventura nel Gran Mare Ghiacciato
dove perse la vita l’esercito di Hujv e una mano l’Imperatore?
Il nobile sacrificio del comandante Cosby
non susciterà commozione né mancanza.
Le nevi di Xethyx e la melodia di vento di Flyta
cancellate nel rogo iniquo, così come le mappe
del pianeta Y, solcato da mille fiumi d’argento e d’oro.
I mondi di tenebra, i mondi di sabbia e i mondi argillosi
dove riposano le spoglie degli eroi,
percorsi da insetti giganti e da farfalle-aeroplano,
sprofondano nell’oblio della fiamma.

L’Autore chiuse tutto in un cassetto.
Gli Eredi non amavano i libri
e disprezzavano la fantascienza,
regno del possibile.
Cinque anni di lavoro
alimentarono cinque minuti il camino
in una gelida serata di frimaio.

Firenze, 16 nevoso dell’anno CCXXI (5 gennaio 2013)

[via Facebook]

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