#106 – Louise GLÜCK

CANZONE DEL LIUTO

Nessuno vuol essere la musa;
alla fine, tutti vogliono essere Orfeo.

Eroicamente ricostruito
(da terrore e dolore)
e poi travolgentemente bello;

ristabilita, in definitiva,
non Euridice, la compianta,
ma l’ardente
spirito di Orfeo, reso presente

non come essere umano, piuttosto
come pura anima resa
distaccata, immortale
attraverso un narcisismo deviato.

Ho fatto un’arpa di disastro
per perpetuare la bellezza del mio ultimo amore.
Eppure nella mia angoscia, così com’è,
rimane la lotta per la forma

e i miei sogni, se parlo apertamente,
hanno meno il desiderio di essere ricordati
che il desiderio di sopravvivere,
che è, io credo, il più profondo desiderio umano.

[in Nuovi poeti americani, traduzione di Elisa Biagini, Torino: Einaudi, 2006, p. 129]

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