#116/1 – Luca BUONAGUIDI

LA DOLENTE PRUA 

– Ombra, 
siedi – 

Tutto ritorna nella casa che dorme 
avvolta nel mantello del dubbio 
percosso da gioia e dolore, 
l’umano sentire. 

Consonanze d’eterno 
sigillano la visione 
in un risuonar di docili quote 
ora raggiunte, ora cadute. 

Sono la dolente prua 
che scivola sul mare 
sono la coscienza della prua 
che solleva onde bianche. 

La nebbia del nostro naufragare, 
battito d’ali che schiude le ciglia 
della mia visione chiara e dolente: 
non siamo niente. 

Un elevarsi che cade 
da spirto grigio per cui il grigio 
evoca tutti i grigiori, 
il grido lento delle stagioni. 

Non esser niente, 
doppia negazione che afferma 
il lungo corso delle ore, 
il giardino della disintegrazione. 

[da Ho parlato alle parole, Salerno: Oèdipus Edizioni, 2014, p. 10]

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