#116/4 – Luca BUONAGUIDI

TRE VOLTE NOTTE 

Tre volte notte 
nell’incagliarsi del gesto, 
ansimando il silenzio. 
Le parole ubriache 
scolpiscono roccia esaurita, 
forma già scritta. 

Seleziono la fuga, 
sconvolgo la paura, 
non chiudo più trittici 
come recinti steccati, 
ma l’ho fatto, 
è accaduto di sapere. 

Addio alla poesia 
che mi ha preceduto: 
sono giunto. 

Guardami: 
sono carne morta 
di me resta un foglio bianco. 

[da Ho parlato alle parole, Salerno: Oèdipus Edizioni, 2014, p. 65]

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