#138 – Claude ESTEBAN

da SCHIZZI, RIPENSAMENTI, SOLI 

Sette giorni da ieri, 
contati come se 
il numero infine chiuso 
fermasse il tempo, lo obbligasse 
a non scavare più la sua ferita, 
sette giorni 
attraverso gli anni, e questa voce 
che improvvisa decide 
che basta così e bisogna contare 
in un altro modo, se si potesse. 
** 

Questa voce che giunge 
da nessun luogo, ditemi come fare 
per non ascoltarla, tutte 
le cose si sono zittite, 
prima le grandi, quelle 
che ci ferivano, poi le piccole, 
ed è nel silenzio della notte 
dell’anima, la voce improvvisa 
come uno spavento e poi come un’allegria 
e poi la morte, semplicemente. 
** 

Dietro lo steccato rosso 
ci piacerebbe vivere e invecchiare 
per tanto tempo, forse ci sarà 
un uomo senza paura, senza quasi più 
desideri e solo gli alberi 
parleranno di noi, diranno la linfa 
e la sovrabbondanza, l’immobile 
moto delle ore e poi la morte 
come una scorza molle, saremo là ad occhi 
aperti, una vita davvero, dietro uno steccato rosso. 

[da Qualcuno nella stanza comincia a parlare, in uscita per Joker Edizioni, traduzione di Lucetta Frisa. Fonte e testo integrale: carteggiletterari.org]

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