#140/2 – Charles SIMIC


A QUELLO DEL PIANO DI SOPRA

Autorità di tutte le autorità dell’universo. 
Signor Sotutto, capo traffichino plagiatore, 
e qualsiasi altra cosa in cui sei bravo. 
Vai, scozza i tuoi zero questa notte. 
Intingi nell’inchiostro code di comete. 
Spilla la notte con luci di stelle. 

Faresti meglio a leggere i fondi del caffè, 
o sfogliare le pagine dell’Almanacco dell’Agricoltore. 
Ma no! Ami darti arie, 
e coltivare la tua famosa serenità 
mentre siedi al grande scrittoio 
con niente di niente nella cassetta della posta in arrivo 
e niente di niente nella cassetta della posta in uscita, 
e tutta quell’eternità sparsa intorno a te. 

Non ti fa rabbrividire sentirli implorare in ginocchio, 
farfugliare tenerezze come se tu fossi 
una bambola gonfiabile a grandezza naturale? 
Di’ loro di riprendersi e andare a letto. 
Smettila di fingerti troppo occupato per accorgertene. 

Le tue mani sono vuote come i tuoi occhi. 
Non c’è niente su cui mettere la tua firma, 
anche se tu sapessi come ti chiami, 
o credessi ai nomi che continuo a inventare 
mentre scribacchio questa nota per te 
nel buio. 

(da Hotel Insomnia. Poems, trad. di Angelo Rendo, escluso il titolo)
(tramite LDDTS)

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