#145 – John BETJEMAN

(LUSSURIA SBOCCIATA IN RITARDO) 

La testa calva, il fiato cattivo 
Le guance non rasate 
Nessuno dei piaceri che provavo 
Quando ero acerbo nel peccato.

Lascio scorrere le dita sul tuo abito 
Reso sfrontato da un sorso di brandy 
Tu rispondi alla mia carezza 
E forse pensi alla stessa cosa.

Perché ho un’immagine di me 
In questa serata di ritorno: 
Due scheletri che si mostrano 
Abbracciati l’uno all’altro stretti.

Orbite scure nel vuoto dello sguardo 
Che un giorno è stato innamorato. 
La bocca che s’apre per un bacio, 
Dentro, non ha più la lingua.

Ti stringo infiammato ma ho paura 
Ora che mi stringi anche tu 
Sento quanto sei fragile, cara, 
E immagino quello che accadrà –

Una settimana? O ancora vent’anni? 
E poi – che razza di morte? 
Sconfitto da un dolore che atterrisce 
O in un boccheggiante rantolo di respiro?

I nostri corpi abbracciati troppo a lungo, 
Non possiamo nascondere il disgusto 
Per tutti i pensieri che sorgono in noi 
Da questa lussuria sbocciata in ritardo. 

(traduzione di Filippo Tuena, fonte Carteggiletterari)

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