#93/2 – Billy COLLINS

LE POESIE D’ALTRI 

Ci sarà mai fine 
al loro continuo spuntare in riviste 
e poi al loro raccogliersi nel freddo orfanotrofio di un libro? 

Potresti pensare che l’olmo parli chiaro, 
ma come l’alba non fa altro che ispirare: così ne compaiono altre. 

Neppure il governo riesce a fermarle. 

Proprio questa mattina una mi si è avvicinata come un opossum, 
che arriccia il muso, impossibile ignorarla. 
Un’altra mi ha guardato come una lontra sbucata dall’acqua. 

Come si fa a mandarle via 
quando penzolano dalle grondaie delle case 
e si gettano sul nostro cammino? 

Forse sono troppo duro, ridicolo perfino. 
Sarà stato il giorno allo zoo 
che mi ha messo in questo stato – tutti quei bambini davanti alle gabbie – 

come se solo le mie poesie avessero il diritto di esistere 
e la gente scendesse dalle colline 
la sera per guardarle in stanze di marmo bianco. 

E allora seguirò il consiglio dei maestri 
e metterò questa in un cassetto per una settimana 
forse anche un anno o due e poi le darò un’occhiata con più calma – 

ma per ora ho intenzione di fare due passi 
in questo quartiere quasi silenzioso 
che è il mio ritiro invernale, il mio ibernacolo, 

e di tenere la mente lontana dalle poesie di altri 
anche se sbirceranno dagli alberi 
e abbaieranno al mio passaggio travestite da cani del posto. 

(da Balistica. Poesie, trad. di Franco Nasi, Roma: Fazi Editore, 2011, pp. 63-65)

una recensione del libro, con un mio inedito

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