#151 – Jaime JARAMILLO ESCOBAR

AVVISO AI MORIBONDI 

A voi che in questo momento state agonizzando in tutto il mondo: 
vi avviso che domani non ci sarà colazione per voi; 
la vostra tazza rimarrà ferma nella credenza come un gatto senza padrone, 
guardando l’eternità col suo occhio smaltato. 
Vengo da parte della Morte per avvisarvi di preparare le vostre nascoste decomposizioni: 
tutti i vostri problemi saranno risolti tra poco, 
e certamente non avrete più niente di cui lamentarvi, oh principi deteriorati e prossimi alla polvere! 
I vostri vicini non vi molesteranno più con visite inopportune, 
perché adesso i visitatori sarete voi, e di quale regno misterioso e lento! 
Più non vi assilleranno i vostri debiti né passerete la notte in bianco con i vostri dubbi e incertezze, 
perché adesso sì che dormirete, e in che modo! 
Adesso i vostri amici non vi potranno più nuocere, oh fortunati diseredati dalla conoscenza! 
Né ci sarà qualcuno che possa imporvi una disciplina che vi faceva infuriare, oh disciplinati e pacifici abitanti della vostra fossa! 
Per tutto questo vengo ad avvisarvi che si aprirà una nuova epoca per voi 
nel sotterraneo cuore del mondo, dove sarete portati solennemente 
per ascoltare i palpiti della materia. 

Intorno a voi vedo molti che vi vogliono aiutare a morire bene, 
e che mai, tuttavia, vi vollero aiutare a vivere bene. 
Ma voi non avete più voglia di dar retta a nessuno, 
perché vi trovate immersi in voi stessi come mai siete stati prima, 
perché alla fine vi è stato dato il potere di riposare in voi, 
nella vostra più recondita intimità, dove nessuno può entrare a disturbarvi. 
Il vostro fatto non perché è saputo è meno inatteso, 
e per qualcuno di voi troppo crudele, come non lo meritavate, 
ma nessuno vi darà consolazione e giustificazioni. 
D’ora in poi voi stessi dovrete farvi il letto, 
rimarrete definitivamente soli e non avrete più aiuto, nel bene o nel male. 
Voi che non sopportavate i cattivi odori, adesso più nessuno potrà sopportare voi. 
Voi che non potevate vedere un morto, adesso più nessuno potrà vedere voi, 
è arrivato il vostro turno, oh meravigliosi offesi nella quiete della vostra aristocratica bruttezza! 
Anche se avete riso tanto in questo mondo, adesso potrete ridere per tutta la lunghezza della vostra bocca, 
oh pronti a scoppiare nella risata finale, quella che mai si cancella! 
Io vi avviso che non dovrete pagare più alcun tributo, e che da questo momento sarete esenti da ogni vostro obbligo. 
Oh prossimi liberti, come vi divertirete adesso senza misura e senza freno! 
Adesso vi darete alla sfrenata pazzia del vostro spargimento, 
non, certamente, come vi rotolavate nel letto scompigliato dei vostri amanti, 
ma adesso sarete voi stessi il vostro più tenero amante, senza ripugnanza né rimorso. 
Bevete il vostro ultimo sorso d’acqua e congedatevi dai vostri parenti, perché state per celebrare il segreto concilio 
dove sarete scelti per presiedere la vostra stessa disintegrazione e la vostra rovina definitiva. 
Adesso sì che potrete vantarvi di non essere come gli altri, perché sarete unici nella vostra gonfia putrefazione. 
Adesso sì che potrete vanagloriarvi della vostra presenza! Io vi avviso 
che domani inaugurerete vestito e casa e avrete altri compagni più sinceri e operosi, 
che lavoreranno zelantemente giorno e notte per pulire le vostre ossa. 
Oh voi che aspirate a un’altra vita perché non ve la siete cavata in questa: 
io vi avviso che la vostra risurrezione sarà un po’ difficile, 
perché i vostri eredi vi seppelliranno così profondamente 
che non ce la farete a uscire in tempo per il Giudizio Finale. 

[su Poesia n. 311/2016, p. 59, trad. Emilio Coco]
 

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