#153 – Piedad BONNET

BIOGRAFIA DI UN UOMO CHE AVEVA PAURA 

Mio padre ebbe subito paura di esser nato. 
Ma anche, subito, 
gli ricordarono i doveri di un uomo 
e gli insegnarono 
a pregare, a risparmiare, a lavorare. 
Così mio padre fu subito un uomo buono. 
(”Un uomo davvero” direbbe mio nonno) 
Nonostante, 
come un cane che guaisce sotto la museruola 
e legato al suo palo, la paura persisteva 
nel posto più profondo di mio padre. 
Di mio padre, 
che da bambino ebbe gli occhi tristi, e da vecchio 
delle mani così solenni e pulite 
come il silenzio del mattino presto. 
E sempre, sempre, un’aria da uomo solo. 
Cosicché quando io nacqui mio padre mi diede 
tutto ciò che il suo cuore disorientato 
sapeva dare. E in ciò era compreso 
il regalo amoroso della sua paura. 
Come un uomo perbene mio padre lavorò ogni mattina 
e scansò ogni notte e quando poté 
si comprò a rate la piccola morte 
che sempre desiderò. 
L’andò pagando rigorosamente, 
senza alcun soprassalto, anno dopo anno, 
come un uomo dabbene, quel brav’uomo di mio padre. 

[su Poesia n. 312/ 2016, p. 68, traduzione di Emilio Coco]

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