#156 – Christopher WHYTE

GIUNGERAI SULL’ORLO DELLA FOSSA 

Giungerai sull’orlo della fossa 
senza ammetterlo. La parola che avrebbe potuto 

conciliarci sarà sepolta assieme a te, 
non sentita da nessuno tra i viventi. 

Non possiedo informazioni sicure sui morti, 
se si muovono inquieti sotto le zolle, 

se continuano a tremare finché i vermi 
consumano ogni resto, scoprendo 

spietatamente i denti e le ossa 
che ti avrebbero permesso di formare una parola 

quando ne avevi ancora la possibilità. 
Non so se l’acqua delle tempeste, penetrando 

sotto la terra ed entrando sotto il coperchio 
della bara, raggiunge una guancia 

immobile per scendere lungo essa 
come fanno le lagrime; non so quanti 

giorni precisamente devono passare 
perché la differenza tra il duro e il molle 

intorno ai tuoi occhi si riduca a tal punto 
che tu dimentichi cos’era il pianto. 

Se solo rimanesse un’azione buona o eroica 
fatta da te, che si potesse portar via 

dalla tua tomba al posto di questa vigliaccheria tenace! 
Ma io porterò via attentamente
 
la parola mai detta, per farla risuonare 
a lungo nel mio canto, nella mia vita. 

[su Poesia n. 313/2016, p. 54, traduzione di Marco Fazzini con l’A.]

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