#148/2 – Nino IACOVELLA

Hai forse dimenticato le braccia 
da qualche parte, in questa città, 
dove puoi vedere ancora il fumo 
denso dell’esplosione. Vedi, tutto 
si compie all’altezza di un cielo 
irraggiungibile. Eppure volevi 
afferrarlo quel momento di cielo, 
così, con la tua mano distaccata 
da tutto il resto, un corpo ricaduto 
a pezzi, il mosaico che pavimenta 
i resti della stazione. È vero, 
siamo qui, in tanti tra le macerie, 
assieme alla testa di un cane 
c’è come terra di carne sbranata 

Nell’attimo prima che si compisse 
lo scempio, eri lì ad interrogarti 
sulla faccenda della vita, senza 
aspettarti nulla, nessun fragore. 
Eri solo a due passi dall’innesco, 
vicino a chi avrebbe deciso le sorti 
del vuoto d’aria che ti avrebbe preso 
per alleviarti dall’insostenibile 
peso delle braccia 

Nemmeno la tua solitudine posa 
più sulle proprie gambe. Adesso è lì 
mescolata a terra indistinta tra 
lamiere storte, viscere e sangue 

Sabato 2 agosto 1980 – Ore 10,25 
Stazione di Bologna 

[da Latitudini delle braccia, Gaeta: deComporre Edizioni, 2013, p. 19]

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