#176 – Bilhana KAVI

Chaurapanchasika – Il Canto del ladro d’amore – versione integrale
traduzione di Paolo Statuti
(anche su “Poesia”, 320/2016, pp. 17-21)

[2]

Anche ora,
se penso alla sua immagine,
al suo viso come loto sbocciato,
al suo seno come due frutti
ricolmi di dolce succo,
al suo corpo ferito
dalle frecce dell’amore,
il mio cuore è come sepolto nella neve.

[3]

Anche ora,
se rivedessi la mia fanciulla
dai grandi occhi di loto, di nuovo
l’abbandonerei alle mie bramose braccia,
a questi frementi gemelli che ora stringono
nel buio un gelido nulla, di nuovo
berrei il nettare inebriante
dalle sue morbide labbra,
come un’ape nella sua folle ebbrezza
ruba il miele a un fiore di ninfea.

[25]

Anche ora,
rivedo il suo stanco sorriso la mattina
stretta tra le mie braccia.
Rivedo le sue guance baciate
da uno sciame di api, attratte
dal profumo di loto del suo viso.
Lei sembra essere il fenicottero
dell’Amore nella foresta dei suoi loti,
e mi appare immersa nel piacere
in cui l’amante pensa di rinascere.

[26]

Anche ora,
il peschereccio approda e il pescatore
torna alla sua casa con la rete grondante
di gialli riflessi della luna.
La fiamma porporina del fuoco
lo chiama all’amore e al sonno.
La luna brilla sul seno della mia amata,
e io devo morire.

[tutto il poema qui]

Annunci