#183 – Clive WILMER

VISITAZIONE

Chi sei tu, entrata nella luce
imprevedibile
come si dice di una dea?
Come altro chiamare

la bellezza che supera se stessa, essenza
perfettamente incarnata
che ci si sente umiliati al suo cospetto
quasi temendo

che non vi sia ritorno – anche se tornare indietro,
dopo una tale visione,
è quel che meno vogliamo?
Io più di tutto desidero

te qui e ora, anche se fin qui e finora,
non potevo volere
ciò che non conoscevo –
e d’altronde ci dicono

che il sogno del paradiso terrestre
viene con la Caduta.
Il tuo corpo è una cosa
com’è la terra –

con la fragranza però di un altro mondo…
Tenera ragazza, che tremi
se ti tocco, che tremo
quando tocco,

squarci il buio come il lampo, lasciando nel giorno
una solenne devastazione, ma
accesa dalla traccia
della visitazione.

[da Le cascate, 2000. Traduzione di Emma Sdegno]
[Su Poesia 322/2017, p. 37]

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