#184/3 – Marie Luise KASCHNITZ

È ANCORA INCERTO

Se ce la caveremo senza essere torturati, se moriremo di una morte
naturale, se non ritorneremo a soffrire la fame, a rovistare i bidoni
della spazzatura alla ricerca di bucce di patate, se saremo trascinati in branchi, questo
lo abbiamo visto. Se, in più, non ci toccherà imparare il linguaggio di chi bussa da cella a cella,
spiare il prossimo, essere spiati dal prossimo, e dover piangere alla parola
libertà. Se ce ne andremo di soppiatto in tempo su un letto bianco o
periremo per l’attacco nucleare centuplicato, se ce la faremo a
morire con una speranza, è ancora incerto, è ancora incerto.

[da Steht noch dahin. Neue Prosa, 1970. Traduzione di Anna Maria Curci]
[su La presenza di Erato]

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