#186 – Aleksandr Aleksandrovič BLOK

FIRENZE

1.

Muori, Firenze, Giuda,
Scompari nella tenebra dei secoli!
Nell’ora dell’amore ti dimenticherò,
Nell’ora della morte non sarò con te!

O Bella*, ridi di te,
Oramai non sei più bellissima!
Con la marcita ruga della tomba
Sono deformati i tuoi lineamenti!

Stridono le tue automobili,
Le case mostruose,
Alla polvere gialla dell’Europa
Tu hai dato te stessa!

Nella polvere tintinnano le biciclette
Là, dove è stato bruciato il santo monaco,
Dove Leonardo conosceva l’ombra,
E l’Angelico sognava un sogno azzurro!

Tu fai inquietare i lussuosi Medici,
Tu calpesti i tuoi gigli,
Ma rinascere proprio non puoi
Nella polvere del trambusto del mercato!

Il lamento strascicato nasale della messa
E l’odore di morti delle rose nelle chiese:
Tutto il peso di un’angoscia a molti piani
Possa scomparire nei secoli purificatori!

(maggio-giugno 1909. (*) In italiano nel testo)

6.

Sotto il caldo della pigrizia fiorentina
I tuoi sentimenti sono ancora più poveri:
Tacciono i gradini delle chiese,
Fioriscono non gioiosi i fiori.

Serba così un brandello di sentimento,
Serba almeno una menzogna creativa:
Solo nella leggera barca dell’arte
Potrai navigare lontano dalla noia del mondo.

(11 maggio 1909)

[da Versi italiani, in: I dodici. Gli Sciti. La Patria, traduzione di Eridano Bazzarelli, Milano: Rizzoli, 1998]

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