#189 – Giovanni ORELLI

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Ho fatto un sogno (il sogno!) di Moana-argento
da carta patinata, da morte a vita ritornata,
dolce-ridente mi augurava amore: fortunato
in amore. Ero, in principio del sogno, a venti

anni, ero il maestro nuovo, in un momento
del léggere scrivere e far di conto; e fu annunziato
lo spazzaneve cordone ombelicale per Natale col mondo. Scaraventati
contro la faccia delle case, contro i cento

fili della luce, diedri di neve. Le gelosie
ragazze avevano chiuso per i vetri alle finestre.
Ma cortocircuitando, in verticale, per la festa

degli scolari, fu il black out, fu la fiammata sulla via
e in quel fiume verde-oro quell’iddia,
lei: la Moana Pozzi, ad augurarmi l’anno: questo

novantacinque che viene, che trabocca, come lei, nel sogno, mia.

[da Né timo né maggiorana, 1995. Su Poesia 323/2017, p. 35]

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