#189/2 – Giovanni ORELLI

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A chi somiglio? al contadino che insulta
le sue capre con i peggiori nomi: ciabatte
maledette bastarde perché non stanno docili se batte
il sole su mungitori e bestie: lunatiche, paiono insulse

quando meriggiano; poi quando si muovono un consulto
tacito magnetico sembra guidarle, procedono compatte
anche se valloncelli iati dialefi anfratti
si frappongono tra loro e i pascoli più in alto:

così vi insulto miei versi, veterosonetti
vi chiamo rimbambiti libidinosi antipatici avari
male invecchiati trasandati: sì, ciabatte,

voi versi siete le mie capre malnate
e io il becco che dovrebbero castrare.
C’è un punto, sotto il sole, tutto per voi: voi fate latte.

[da Né timo né maggiorana, 1995. Su Poesia 323/2017, p. 35]

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