#191 – Davide RONDONI

SEDUTA SUL MARCIAPIEDE SI TRUCCAVA

Seduta sul marciapiede si truccava, aveva
sedici anni, nell’aria distratta, sfacciata
di Roma, o forse meno, ragazzina nel fiume
d’acciaio e vento, sul bordo
provvisorio di pochi anni, sulla riva
della metropoli piena di stracci e di secoli
coi trucchi e la linea
meravigliosa degli occhi, la irripetibile
bellezza che un gesto strappa
al viaggio, al tormento.

Conosci qualcosa di più potente
della bellezza casuale?

Come fai ad aver paura del male?

Le gambe all’altezza delle ruote, seduta
sul gradino d’asfalto, non c’era
niente di più alto nel cuore capitale
nel petto scavato della città che da sempre
se stessa come un grido risale

non c’è stato nemmeno l’attimo di guardare meglio,
posare gli occhi dal fuoco che divora
l’angelo d’aria e rimmel nel suo sfaglio
non attese un secondo passaggio
lasciò tutti alla propria follia, al sole piumato
che non ci lascia indenni, al brancolante
viaggio tra il niente e i millenni
fu lei l’annunciazione ieri mattina,
l’eterno che cerca corpo ancora
in una ragazzina.

[da Si tira avanti solo con lo schianto, Lugo di Romagna (RA): White Fly Press, 2013]
[in A.A.V.V., Passione poesia, a cura di Aglieco-Cannillo-Iacovella, Milano: CFR, 2016, p. 286]

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