#194 – Chiara DAINO

L’INIBITO 

Bene, caro – sei tu quest’arma molle,
e festa breve, per la muta pelle
un’umile ecatombe: il gambo cede.
Ma scusando e virando, improvvisati
gesti da gran signori, e grossolani
sorrisi, e profanissimo requiem
qui nel palmo ti sgrano; ora protesto
[all’uomo non si dice. E vuole il vello
d’oro pare sia questo fango, il nudo
imbarazzo; si fuma a turno] dopo
sto scalpitando: s’è fatta una certa,
e mi mostri ragioni, e l’attenuante
del Re che non regge. Dirò che queste
banalità – m’annoia – indurarle:
e il corpo m’è croce in bocca sale.

[da 3 inediti al tavolo 5, su Atelier poesia]

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