#198 – Dante MAFFIA

IL LABIRINTO 

Ora che quasi spento m’avvicino
alla fine dei giorni e il mio calvario
sta per chiudersi, vengo a sapere
che sono io il labirinto e che dentro di me
le strade si sono intersecate e confuse
fino alla limpidezza del tramonto.
Se l’avessi saputo in giovinezza,
avrei rinunciato ad ogni corsa
per godermi gli spazi. Adesso è tardi, mi piego
ad ogni svolta, a ogni passaggio,
cerco la via più breve, m’abbandono
alla luce che prima o poi s’avvamperà
del nonsenso, in me, che sono stato
perdita perenne di me stesso e del mondo.

[da La strada sconnessa, Firenze: Passigli, 2011]
[in A.A.V.V., Passione poesia, cur. Aglieco-Cannillo-Iacovella, Milano: CFR, 2016, p. 207]

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