#206 – Giuseppe CONTE

da PAROLE ESTRANEE A SUA MOGLIE

Perlustro le ultime strade e gli
arenili del gran mare di buio: la notte
una città di mare bianca ha per muri
pensieri in torma e lunghi come onde: io

pensiero, io strada, io notte. Non ho più
giochi, voglia di ridere, di godere soltanto un
poco, al riparo di una disperazione decorata; le
parole di sopravvivenza cercate e spese, unico

dono: le palme fitte di sogni poi, le
ultime, sul ciglio diseguale del gran mare
di buio: l’amore che non vale a far tornare
i mattini: io cammino, c’è sempre meno

luce, meno strada: al culmine
della tenebra e delle acque io non ho più
giochi, cadono: solo imparo ad attendere
l’ubiquità dolce e fiorita della

morte

[nelle prime ore del mattino del 7 luglio 1976]

[in Poesie 1983-2015. Milano: Mondadori, 2015]

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