#213 – Andrea DE ALBERTI

SOTTO IL REGNO DELLA FINZIONE 

Sotto il regno della finzione i segnali
avevano un flusso ordinato dal talamo alla corteccia,
aurore celesti, azzurre virate in un cielo invernale,
pensieri, ricordi, ciò che distingue una specie,
ciò che ci ha consentito di sopravvivere per anni.
Sarebbero state le prove del tempo che avanza con niente.
Dentro a ogni uomo rimane un futuro da riciclare,
paesaggi intravisti a un passo dal nulla,
traguardi pensati la notte, scintille d’infinito,
il corpo sconnesso dell’animale.
Bisogna pensare all’evoluzione della specie
come a una ramificazione cerebrale
che lotta sottoterra per difendersi dal tempo.

[da Dall’interno della specie, Milano: Einaudi, 2017]
[su Le parole e le cose]

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