#219 – Franz KRAUSPENHAAR

ALLA MADRE

Mamma io sono già morto
e vorrei approfondire il futuro
ma tu non esserne colpita
sono morto come un foglio
giallo, sotto una biro che non scrive.
Nel nostro profumo di vaniglia
le torte che hai fatto salutano
la nostra storia. Io sono già morto
con la musica troppo alta, l’ozio
delle domeniche e il vento che spira
dalla mia testa china. Non temere,
sono vivo ancora, se ti avvicini.
Se ti avvicini saremo sempre vivi,
il vento saremo noi, contro la musica
della nebbia, della pioggia, del sole.
E avvicinarsi ai confini, senza paura.

[da Capelli struggenti, Milano: Marco Saya edizioni, 2017]
[su Disgrafie, cur. Antonio Bux]

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