#222 – Leonardo SINISGALLI

IL GUADO

Restano poche frasi,
le più turpi, e il sapore
delle unghie nella bocca.
Resta nella vita quest’afa
che ci soffoca, il tempo
insensato tra due estati.
Il torrente era carico di libellule,
le acque basse e rapide,
un solco tra due regni,
un confine, un segno.
Fu un sogno breve, sonno
di banditi, poi l’inverno, la neve,
la vecchiezza e i colpi alle reni
più fitti.

[da L’età della luna (1956-1962), Milano: Mondadori, 1962]
[in La presenza di Èrato, cur. Luciano Nota]

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