#84/2 – Seamus HEANEY

ONDINA

Recise le eriche, spalò grigia melma
per darmi servitù di passaggio nei miei canali,
e mi slanciai verso di lui, mi pulii della ruggine.

Lui si fermò, vedendomi finalmente svestita,
correre libera, serena, spensierata.
Poi venne verso di me. Mi increspai ribollendo

dove i canali s’intersecavano accanto al fiume
finché mi affondò una vanga dentro il fianco
e mi prese. Inghiottii il suo canale

con gratitudine, disperdendomi per amore
giù nelle sue radici, arrampicandomi nel suo grano d’ottone,
ma una volta che conobbe il mio benvenuto, io sola

potevo dargli crescita, e riflesso.
Mi esplorò così completamente, ogni membro
perse la sua libertà fredda. Umana, calda, per lui.

[da Una porta sul buio, Milano: Guanda, 2006. Traduzione di Roberto Mussapi]
[h/t Maria Grazia Insinga]

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