#234 – Matteo AUCIELLO

Con voi, miei volti morti, miei dolenti,
miei falsi ciechi, zoppi, mendicanti,
sono con voi che non avete nulla,
mangio con voi boccate di rumore,
di nebbia, di fanghiglia sul selciato.
Con voi, le mani lise, il petto magro,
senza mai nulla più se non il sangue
che instilla luce nera nelle vene,
dentro i miei occhi, con voi, miei subumani,
miei volti morti, con voi, nelle strade
brulicanti, miei poveri nell’ora
degli acquisti, con voi nelle città
frenetiche, nei fiumi del rumore,
con voi, miei uomini, mie bestie, io bestia
più di voi, io come un cane che lecca
i suoi avanzi, io come l’ultimo idiota
del villaggio, deriso, sbeffeggiato,
coi piedi negli stracci, non un corpo
ma un fagotto, un sacchetto di brandelli,
io sto con voi, adesso, qui, per sempre,
io sto con voi, barcollo senza scarpe,
io sto con voi, mia sarabanda d’ossa,
in fila come i topi della fiaba
e poi via! giù! giù tutti nel profondo
dell’abisso, scavo con voi, prosciugo
per mangiare questi ultimi granelli
del cuore o del mio cranio (fa lo stesso),
scrigno d’osso, oggi un cencioso, patetico
buffone, terra e polvere domani.
Non ho più nulla, nulla, niente accade,
mai più niente mi salva, nulla più,
niente più mai, perduta mia bilancia,
mio mondo cigolante, squinternato.

[da Dove ora sono, Ancona: Italic, 2013, pp. 21-22]

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