#240 – Hugo von HOFMANNSTHAL

BALLATA DELLA VITA APPARENTE

E crescono i bambini, con i profondi occhi
Che nulla sanno, crescono e poi muoiono,
ed ogni uomo va per la sua via.

E in dolci frutti mutano gli acerbi
e nella notte cadono come uccelli
e in pochi giorni giacciono corrotti.

E sempre spira il vento e sempre ancora
noi diciamo e ascoltiamo numerose parole
e voluttà e stanchezza tocca le nostre membra.

E strade corrono, traverso l’erba, e luoghi
sono qua e là, con lumi, alberi, stagni,
o minacciosi e mortalmente calvi…

A che furono edificati? E mai
due si uguagliano? e sono innumerevoli?
Che mutano le risa, il pianto ed il pallore?

Che giova il tutto a noi, e questi giuochi,
se siamo grandi ed in eterno soli
e non poniamo segno al nostro andare?

Che vale aver veduto tanto? Pure
Dice molto colui che dice « sera »,
parola da cui goccia lutto e meditazione
come dai vuoti favi il miele greve.

[traduzione di Cristina Campo, in La tigre assenza, Milano: Adelphi, 1991-2007 (4), p. 108]
[anche su Poetarum Silva con versione originale e altre traduzioni]

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