#175/2 – Anne SEXTON

IL BACIO

La bocca fiorisce come un taglio.
Sono stata maltrattata tutto l’anno, notti
noiose, con nient’altro che ruvidi gomiti
e delicate scatole di Kleenex che dicono piagnona
piagnona, stupida!

Fino a oggi il mio corpo era inutile.
Ora si strappa da ogni parte.
Strappa via gli indumenti della vecchia Mary, nodo dopo nodo
ecco: ora è colpito in pieno da questi fulmini elettrici.
Zac! Una resurrezione!

Un tempo c’era una barca, tutta legnosa
e disoccupata, senza il mare sotto di lei
e bisognosa di una verniciatura. Non era altro
che un mucchio di assi. Ma tu l’hai issata, l’hai armata.
È stata prescelta.

I miei nervi si sono accesi. Li sento come
strumenti musicali. Dove c’era silenzio
tamburi e archi suonano irrimediabilmente Sei stato tu a farlo.
Puro genio all’opera. Tesoro, il compositore è entrato
nel fuoco.

[da Poesie d’amore (1969), trad. Cristina Gamberi, su Poesia 311/2016, p. 13]

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